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    UNA COSA CHE MI COMMUOVE

    UNA COSA CHE MI COMMUOVE

    — 1 day ago

    Alluvione di Messina - 1 ottobre 2009

    Vittime 31
    Dispersi 6
    Sfollati 1656 

    TERRA: UNA STORIA

    di Novella Aurora Spanò 
    di Piergiorgio Scuteri

    La commossa testimonianza di un uomo che ricorda le prime ore del disastro, lo sgomento davanti alla voragine di via Puntale, la disperata ricerca di corpi sotto il fango e la dolorosa constatazione finale: “Speravamo di trovare sopravvissuti, ma mi pare che abbiamo scavato solo morti”.

    Il paese è ormai sfollato, completamente disabitato. 
    La notte, il coprifuoco spegne ogni rumore.

    Ma ogni mattina, da trenta giorni, un uomo che ha in volto l’espressione stanca di chi la notte non dorme più, torna a lavorare, in una sorta di estasi, per ripulire le strade di Giampilieri. 
    Torna sui luoghi del disastro, ogni giorno, non per pulire la propria casa o per curare la propria “roba”, 
    ma per testimoniare la vita che scorreva in quelle strade: ciò che lo spinge a tornare tutti i giorni a Giampilieri è il desiderio di custodirne la memoria, di restituire dignità ai morti, che dice di aver “… scavato uno per uno…”. 
    Porta il respiro, tramite i ricordi, per restituire il futuro al suo paese.
    Per questo motivo è un eroe, un predestinato che compie un dovere: 
    Andrea Oliveri porta sulle sue spalle il peso della comunità, 
    la memoria di un paese che rischia di svanire.

    — 4 days ago
    #Alluvione di Messina 

    La prima pietra del Ponte?
    Un’opera prevista dal 2006

    di GIUSEPPE BALDESSARRO



    REGGIO CALABRIA -
     L’hanno presentata come la prima pietra del Ponte sullo Stretto. Hanno annunciato l’apertura dei cantieri per il 23 dicembre prossimo. Ma il regalo di Natale che Silvio Berlusconi, sta preparando per calabresi e siciliani, col Ponte in quanto tale, non ha quasi nulla da spartire. In realtà si tratta dello spostamento del binario che collega Cannitello a Villa San Giovanni, previsto (anche se non in questa forma), indipendentemente dal Ponte. 

    La ferrovia, secondo lo stralcio, sarà traslata a monte dell’attuale sede con una curva di un chilometro e 700 metri. Un intervento inserito tra le “opere compensative”, concordate nel 2006 con la Giunta comunale di Villa, e accettato dall’ente locale in quanto “autonomo rispetto la realizzazione o meno dell’attraversamento stabile dello Stretto” e comunque “utile a prescindere da essa”. Insomma, quei lavori si sarebbero comunque fatti, anche se in origine il progetto era stato approvato anche da Provincia e Regione, in quanto “programma integrale” e non lo “stralcio” di cui si parla da alcune settimane. 

    Allo stato, dunque, è possibile parlare solo della realizzazione di un intervento, inserito in un complesso di opere di compensazione, rispetto ad un progetto (quello del Ponte) che non esiste ancora nella sua stesura definitiva. Tanto più che, per come pensato, la sua singola realizzazione non sarebbe migliorativa, ma peggiorativa del sistema infrastrutturale locale. Si tratta infatti di sostituire un rettilineo ferroviario con una curva, nella quale i treni sarebbero costretti a frenare prima dell’ingresso in stazione. Senza considerare che -in caso di costruzione della grande opera - andrebbe realizzata un’altra linea ferroviaria “in quota” da innestare al Ponte. 

    “In ogni caso, la prima pietra annunciata costa 30 milioni di euro, quasi 18 milioni a chilometro” spiega il professor Alberto Ziparo, Università di Firenze, coordinatore dei gruppi che studiano l’impatto ambientale della Grande Opera. 

    Attualmente, come scrive oggi il Quotidiano della Calabria, il progetto è di Rfi (Rete ferroviaria Italiana), ma in quanto appartenente “al più grande programma Ponte, sia pure come opera collaterale e propedeutica”, sarà passato alla Stretto di Messina/Anas, che aprirà i cantieri “propedeutici”, in questo momento al nulla. 

    Nei fatti, l’annuncio del premier Berlusconi e del ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli, sono l’ennesimo annuncio. Infatti sul capitolo Ponte mancano sia i soldi che il progetto esecutivo - come scrive Antonello Caporale - essendo l’iter procedurale nella fase di approvazione del progetto preliminare-definitivo. 

    In questo momento il progetto Ponte è ancora bloccato. E solo una volta ultimato il percorso burocratico del progetto preliminare-definitivo, si dovrebbe procedere con la progettazione esecutiva. Su quest’ultima però gravano le pesantissime critiche alla costruibilità avanzate dagli stessi tecnici e consulenti della Stretto di Messina (oggi quasi tutti “ex”) e del Ministero. 

    Le contestazioni riguardano ad esempio “il posizionamento di pilastro e contrafforte di parte calabrese”. Il professor Remo Calzona, ex consulente della Stretto di Messina, oltre che del Ministero, ha ammesso che per proseguire nella progettazione, si dovette “totalmente ignorare” la circostanza che il pilastro (proprio quello per il cui ingombro si sposta il binario di Cannitello) e il contrafforte di parte calabra sono situati “sulla fase più critica della faglia sismica più attiva esistente nello Stretto, la numero 50”. 

    Le indagini successive hanno confermato che questa circostanza è pregiudizievole per la progettazione esecutiva. Calzona ed altri tecnici sostengono per questo che il Ponte va traslato di almeno 500 metri rispetto al sito attuale. 

    E non finisce qui. perché il dato, che costituisce un nodo tecnico ineludibile su cui prima o poi ci si dovrà confrontare, è lo scivolamento degli stati superficiali e di media profondità dei terreni del versante calabrese verso lo Stretto. Per ovviare allo slittamento bisognerebbe, secondo i tecnici, “inchiodare” pilone e contrafforti fino ad una profondità di oltre 2000 metri, con strutture che però potrebbero andare in crisi per altri motivi. Alcuni ex consulenti tecnici sostengono poi che il progetto della struttura principale (fune portante - pendini - trave - cassone - reticolare) prevede materiali (peraltro i migliori disponibili oggi in commercio) incompatibili con le prestazioni di portanza e resistenza richieste al manufatto, in presenza delle condizioni ambientali dello Stretto. 

    Lo stesso Calzona ha dimostrato nel suo saggio “La ricerca non ha fine”, che il progetto attuale presenta una “trentina di punti di potenziale crisi a rottura, di cui almeno la metà insormontabili allo stato”. Conclusioni contestate dalla Stretto di Messina e dal Ministero. 

    Resta aperta anche la questione dei finanziamenti. Il Cipe/Infrastrutture del 6 marzo e il Cipe/Anticrisi del 29 luglio scorsi, non hanno poi erogato gli 1,3 miliardi annunciati dal Governo per il Ponte. Ambedue i provvedimenti per le risorse dell’opera si chiudevano con l’espressione: “viste le compatibilità di bilancio”. Il Governo dunque non ha ancora messo un euro per il Ponte. E anche i riferimenti del ministro Matteoli agli investitori privati, “project financing”, sembrano registrare alcune crepe. 

    Le due relative istruttorie formali effettuate nel giugno-luglio 2005 e nel gennaio- febbraio 2006 sono ambedue andate a vuoto (“zero investitors”). Così pure l’istruttoria informale dei mesi scorsi. E persino i 100 milioni di euro annunciati da Lombardo, per le “prime opere collaterali siciliane”, per adesso non ci sono. Tant’è che il presidente della Regione Siciliana è in difficoltà, viste le reali drammatiche necessità di quel territorio. 

    La prima pietra del Ponte? Un’opera prevista dal 2006 - economia - Repubblica.it

    — 2 weeks ago

    Bruce Springsteen Live 1972 at The Gaslight Club - Henry Boy (via MLoudin)

    — 2 weeks ago

    Bruce Springsteen Band - Cowboys Of The Sea (Live) (via zekeode)

    — 2 weeks ago

    Bruce Springsteen Live 1972- The Gaslight Club- Growin’ Up (via MLoudin)

    — 2 weeks ago

    Bruce Springsteen - Rare Interview 1978 (via JAYROX1969)

    — 2 weeks ago
    Cavalli selvaggi

    Quei commerci nascondevano una lotta costante per il prestigio e la supremazia. Alla base di tutto, al pari delle norme fiscali che regolano una società commerciale, stava uno spesso strato di depravazione e violenza secondo il quale, ogni uomo veniva giudicato in base all’unico metro della prontezza a uccidere.

    Cormac McCarthy

    — 1 month ago
    #Cormac McCarthy 
    Passito superbonito!!! →

    COMTESS SANCT VALENTIN 2006 DOC SAN MICHELE APPIANO

    Vuole essere il vino solare, frutto di vendemmie particolari, raccolte tardivamente, per consentire all’uva di Traminer di assimilare fino all’ultimo i raggi solari autunnali. Un vino esclusivo, affascinante già nei suoi colori dorati, intenso, nettare quasi opulento, caratterizzato da una massiccia struttura e nel contempo fine, quasi filigranato nel frutto, elegantissimo, aromi e sapori di frutta matura, splendidamente bilanciati da una acidità accattivante, che lo rende quasi un elisir, incredibilmente versatile. Al punto che può essere vino da gustarsi all’inizio di un pasto importante, con qualche mousse o foi gras, oppure con formaggi stagionati o, ancora, dessert a base di composte di frutta. Prodotto in quantità limitata e solo nelle annate migliori, sopporta benissimo qualche anno d’invecchiamento, per poi essere degustato come raro vino da meditazione.
    Uve : 70% Gewürztraminer; 15% Riesling; 15% Sauvignon
    Zona produzione : diversi vigenti ad Appiano Monte. Il vino è frutto di un assemblaggio di diversi vitigni
    Allevamento : gujot
    Vendemmia : Metà novembre 
    Resa : 40 hl/ha
    Vinificazione : dopo una vendemmia ritardata ed un appassimento in cestelli le uve vengono pigiate a fine anno. Il mosto viene fermentato ed affinato in inox.

    — 1 month ago
    #Passito 
    altrefoto:
The West is not so Far (via mauro 971)

    altrefoto:

    The West is not so Far (via mauro 971)
    — 3 months ago
    secondopiano:

(via alkemilk)
A Matter of Life and Death (1946) by Michael Powell & Emeric Pressburger (Alfred Junge, production designer; Jack Cardiff, cinematographer) 	   “One is starved for Technicolor up there.”

    secondopiano:

    (via alkemilk)

    A Matter of Life and Death (1946) by Michael Powell & Emeric Pressburger (Alfred Junge, production designer; Jack Cardiff, cinematographer)
    “One is starved for Technicolor up there.”
    — 3 months ago with 66 notes
    bohemea:

Helena Bonham Carter - Harry Potter and the Half-Blood Prince London Premiere, July 7th 2009
I know her dress isn’t attempting to fly off of her, but she still looks adorable!

    bohemea:

    Helena Bonham Carter - Harry Potter and the Half-Blood Prince London Premiere, July 7th 2009

    I know her dress isn’t attempting to fly off of her, but she still looks adorable!

    — 3 months ago with 160 notes